Saruzzu Migale – Testo e musica di Valentino Santagati

Non voleva cantare vittoria
ma qualcuno vittoria cantò,
non cercava gli onori e la gloria ma qualcuno per lui li cercò.

Lui non era di belle speranze, era giovane, questo io so; non voleva aprire le danze,
si è trovato nel ballo però.

Rivedeva tutta la vita
come un lampo dentro il bicchiere,
e pensava è proprio finita,
non c’è gusto neanche più a bere.

Era figlio di argille infuocate, nel granaio del Marchesato dove rosse bandiere spiegate confortavano il diseredato:

il bracciante privo di terra,
tutta in mano al marchese e al barone, e lui, reduce stanco di guerra, incitava alla rivoluzione

sulle ali dei sei decreti
del ministro dei contadini,
ma lo Stato coi modi consueti
affiancava gli agrari assassini.

Furono anni di resistenza,
era stato già partigiano
però adesso la prepotenza aveva il marchio repubblicano.

Poi la riforma per i fondelli riuscì a prendere i contadini, ma restò tra le schiere ribelli lui, l’amico di Pasolini;

che lo volle a fare Tommaso nel Vangelo secondo Matteo,
e anche lì come attore per caso
affermava l’orgoglio plebeo.

Non amava le chiese ed i preti, indulgenti coi latifondisti mentre Cristo ai più poveri ceti offriva i sogni dei socialisti.

Lo chiamavano filocinese
quando ancora negli anni sessanta non cessavano azioni ed imprese della lotta sua sacrosanta.

E l’incendio del municipio getta luce sulla fame nera,
per risposta si attua il principio “repressione manette e galera”.

E poi venne l’epoca oscena, angosciante più del fascismo, per l’amico poeta una pena: il trionfo del consumismo.

Con il popolo rincoglionito
non ci sono più polveriere,
ed infatti si è ringalluzzito
quello che chiamavamo il potere.

Meno male che te ne sei andato, in un giorno dei tuoi novant’anni, che sennò ti saresti dannato
per gli attuali mediocri tiranni.

Gente nuova dai lesti guadagni, non ti attirano certo i miei versi, non sai forse chi sono i compagni se per caso lo sai tu li avversi.

Ma sollevati almeno un granello
dalla tua abiezione morale,
ché per ora non vali un capello del compagno Rosario Migale
ché per ora non vali un capello
del compagno Saruzzu Migale.